Quantcast
Google+

martedì 20 maggio 2014

I diari e le lettere di Kurt Cobain

"Dale, conta il numero di volte in cui dirò fuck." Così esordisce Kurt Cobain nella lettera in cui comunica all'ex membro, Dale Crover, il nuovo e definitivo nome della band: NIRVANA. Qui Cobain racconta all'amico alcuni dettagli sui primi passi della band nella Seattle Scene, a partire dal contratto appena siglato, grazie ad uno show in cui erano presenti quasi tutti i gruppi della città assieme ad emissari della SubPop Records; per finire con dettagli e curiosità sulla propria vita, il lavoro che non c'è, la ragazza Tracy e un film surrealista a cui aveva partecipato nei giorni precedenti. E poi promette: "next letter will be less boring about Record deals".


Nella lettera discute inoltre della stupidità della pubblicità, di come non abbia intenzione di essere un "total socialite", e parla della loro, forse, prima intervista. Cobain definisce il concerto come uno "zoo-event",  nonostante gli abbia permesso di ottenere un contratto per un singolo:


Yeah punctuation, I was stoned a lot when I was learning that stuff."


Nella sua breve vita Kurt Cobain riempì un grande numero di quaderni  con poesie, schizzi e appunti, annotando i suoi progetti per i Nirvana, le sue riflessioni sulla fama e sulla notorietà, il suo pensiero sulla scena musicale di quegli anni, e ciò che pensava di produttori, discografici e fans.
Dopo la sua morte, sono stati ritrovati più di venti di questi quaderni, pubblicati in Italia da Mondadori in una raccolta dal semplice nome: Diari, con una copertina mutuata proprio dalla lettera che vedete qui sopra; best seller in poco tempo dall'uscita. Questi Diari sono soprattutto uno spaccato della personalità di Cobain, delle sue idee e della sua disillusione verso la società americana di quel periodo.
Nell'estratto successivo emergono infatti le sue idee politiche, dirà: "I consider myself to the extreme left" e la sua predilezione per un confronto calmo ed equilibrato; e soprattutto la sua volontà di non apparire come un outsider, di inserirsi nel sistema per farlo marcire dall'interno:
I like to inflate the mechanics of a system by posing as one of them, then slowly start the rot from the inside of the empire.
 E in mezzo a questo la speranza che la rivalutazione del ruolo delle donne, meno inclini alla violenza per natura, possa essere la speranza che ci serve, anche nel rock:

"I like to complain and do nothing to make things better. I like to blame my parents generation for coming so close to social change then giving up after a few successful efforts by the media & government to deface the movement by using the Mansons and other Hippie representatives as propaganda examples on how they were nothing but unpatriotic, communist, satanic, inhuman diseases, and in turn the baby boomers became the ultimate, conforming, yuppie hypocrites a generation has ever produced." 
I like the comfort in knowing that the Afro American invented rock and roll yet has only been rewarded or awarded for their accomplishments when conforming to the white mans standards. 
I like the comfort in knowing that the Afro American has once again been the only race that has brought a new form of original music to this decade.

Cobain dirà di aver incontrato anche poche menti dotate di vera saggezza e capaci di apprezzare la passione per qualcosa. Grandi menti, indubbiamente, ma fredde.


"[..] You paid way too much literally nothing stimulating"; Cobain sembra disprezzare tutto ciò che è intrattenimento becero fine a se stesso; lo stesso utilizzato dalla grande macchina dell'intrattenimento commerciale americano. Ed è quasi amaro vedere lo sfruttamento della sua morte e della sua figura, sapendo quale fosse il suo punto di vista sull'argomento fama, popolarità, soldi e mercificazione. 
This is a subliminal example of a society that has sucked & fucked itself into a rehashing value of greed.
[…]
You get the overall feeling that you paid way too much for literally nothing stimulating.
[…]
The jokes on you so kill yourself
No amount of effort can save you from oblivion. …
No Address
No Editor
No Ad rates

E per concludere nelle pagine del diario dello scomparso leader dei Nirvana, trova spazio anche una lista di consigli, per vivere una vita integra e giusta. Dei consigli che probabilmente rivolgeva in primo a luogo a se stesso:


Per vivere con integrità:
I've lost my MIND many times, and my wallet many more.
In the simplest terms:
1.Don't Rape
2.Don't be prejudice
3.Don't be sexist
4.Love your children
5.Love your Neighbor
6.Love yourself
Don't let your opinions obstruct the aforementioned list
I Diari di Kurt Cobain sono una notevole raccolta di pensieri ed estratti di vita che consentono di entrare in contatto con una delle figure più discusse, amate e tragicamente scomparse di questi ultimi vent'anni. Una lettura imperdibile ed interessante.

via 

Nessun commento:

Posta un commento