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domenica 13 aprile 2014

Valeria Lukyanova, la space-barbie nazista.

Foto via VICE

Abbiamo parlato di lei in precedenza supponendo ingenuamente che Valeria Lukyanova non fosse altro che una ragazza ossessionata dallo stereotipo di bellezza americana, dalle barbie bionde, formose e dalla vita stretta . Ma c'è dell'altro dietro quest'apparenza da bambola plastificata.
Valeria in realtà preferisce farsi chiamare "Amatue", nome che le apparso in sogno, e sostiene di utilizzare il suo aspetto esteriore per dare risalto alle sue idee spirituali. Perchè, afferma, chi dà retta ad una suora che esprime ciò in cui crede? Il ruolo che si è imposto è quello di far capire alle persone che "devono abbandonare il ruolo di consumatore umano per quello di semidio umano".
Questi pensieri appaiono su youtube veicolati da video in salsa mistico-spaziale, un condensato alieno di filosofie orientali e mistiche: metempsicosi, reincarnazioni, vite precedenti aliene, spiriti ancestrali e simboli alchemici. Lei stessa da giovane pensava di provenire dal pianeta Venere.
La sua stessa apparenza trae in inganno: non è solo un tentativo di ricreare l'aspetto esteriore di una barbie. Valeria si dipinge come una creatura aliena distaccata e impassibile che mentre ti osserva si trova a centinaia di miglia da te. Per questo assume pose e si comporta in modo da trasmettere una parvenza di assenza di anima. E' una dea aliena.
Recentemente ha perfino ammesso di voler aderire al "breatharianismo", di volersi cioè nutrire esclusivamente di aria e luce, rinunciando ad ogni forma di nutrimento.
Un ulteriore svolta nella definizione del suo personaggio è stata possibile grazie a un' intervista con il giornalista di GQ Russia Michael Idov, a cui ha rivelato in tutta semplicità le sue convinzioni in fatto di eugenetica, rispondendo ad una domanda che chiedeva precisazioni riguardo i suoi canoni di bellezza:
"Per esempio, una russa sposa un armeno e hanno un figlio, una bella bambina. Ma lei ha il naso del papà. Va a farselo limare un po’ ed è tutto a posto. [...] Ora che le etnie si stanno mescolando c’è il degrado. Prima non era così. Ti ricordo quante belle donne c’erano negli anni Cinquanta e Sessanta, senza bisogno di chirurgia plastica? E ora per colpa del degrado, abbiamo tutto questo. Amo il mio aspetto nordico: ho la pelle bianca; sono un tipo nordico. Forse un po’ dell’Est-Baltico, ma molto vicino al tipo nordico."
Chiaro no?
La Lukyanova, nella stessa intervista, ha ammesso il suo disinteresse nel generare dei figli, nonostante sia sposata con un facoltoso costruttore ucraino, definendo "inaccettabile l'idea di avere figli", idea che le procura una profonda repulsione. "Molte persone -dice- hanno dei figli per realizzare le proprie ambizioni, non per dare qualcosa. [..] Preferirei morire di torture piuttosto, perchè per me la cosa peggiore al mondo è quella di avere uno stile di vita da famiglia convenzionale.

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