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venerdì 7 marzo 2014

Recensione: Sun Kil Moon - Benji

 Sun Kil Moon
 Benji
 Caldo Verde; 2014

 8,5

I'll go to my grave with my melancholy
And my ghost will echo my sentiments for all eternity (da I watched the film the song remains the same)
 




Benji: Un viaggio nella memoria
Un album popolato di personaggi più veri del vero, come dice Kozelek stesso a Pitchfork: " for the most part this record is as real as a bad car accident"; un album che è un racconto di vita tra passato e presente, pieno di eventi dolorosi e dichiarazioni d'amore, per esorcizzare i propri fantasmi ed il proprio dolore, per cantarne e andare avanti, usando la Musica come strumento di redenzione.

When anything close to me at all in the world died
To my heart, forever, it would be tied  (da I watched the film the song remains the same)

Quando sembra che un ragazzo malinconico sia l'unico a ricordare, l'unico a cui importi di tenere viva la memoria di chi è passato oltre, l'unico a cui la morte si opponga, mentre gli altri sono bravi a dimenticare:

And when the girl who sat in front of me in remedial
Was killed in an accident one weekend and quickly forgotten about at school (da I watched the film the song remains the same)

Un racconto che ci assorbe con la facilità delle storie reali e in cui ci immedesimiamo senza rendercene conto, perchè parlano di cose a noi sodali, con la facilità della quotidianità, ma mai prosaiche, come annunciato in Carissa, la traccia di apertura. Lo scopo è di ritrovare il senso profondo delle cose attraverso la poesia, attraverso questa musica, queste storie che avvolgono e presentano personaggi che possono essere amici, genitori e conoscenti che puoi, a buon diritto, dopo anche un solo ascolto, dire di poter conoscere anche tu; salutarli così con rimpianto nel ricordo, sapendo che sono andati via e che mancano anche a te, nonostante tu non li abbia mai conosciuti.

Kozelek evoca il suo dolore e lo fa vivere dandogli una voce nostalgica che colpisce al cuore.
In Carissa c'è la storia di una strana tragedia familiare, il cui destino è ripetersi. E' la storia di una cugina che muore bruciata nel suo vialetto a causa di un incendio scaturito dalla pattumiera. Ed il dolore per la tragedia è anche sconcerto per qualcosa che sembra incomprensibile tanto è inaspettato:

And she vanished up in flames like that but there had to be more to her life's worth

E gli intermezzi di chitarra spezzano la tensione drammatica delle strofe ed agiscono quasi da calmanti, suonando melodie consolatorie che cullano verso il ritornello ed il climax finale della canzone.

Il disco non è solo dolore, ma anche affetto profondo e paura di perdere: I can't live without my mother love è un inno all'amore filiale e alla spettro della morte che ci aleggia davanti:

When the day comes for her to leave
I won't have the courage to sort through her things
With my sisters and all our memories
I cannot bear all the pain it will bring


Analogamente a Carissa, sua cugina, Truck driver narra la storia del nonno di lei, quindi zio di Kozelek, che per un amaro scherzo del destino muore della stessa morte strana e assurda che spetterà alla nipote anni dopo.
E c'è il tempo anche per una dichiarazione che suona profetica: 

We all gathered round, listened to her play and sing. And I fell into a trance and knew that one day I'd do the same thing.

Perchè la Musica fa da collante e mezzo per riattraversare questi ricordi tristi e per ricordarci il talento precoce di quel ragazzo che farà di una chitarra e di una voce il suo strumento per scacciare la sofferenza:

And after the funeral out there in Nevarre, they all gathered round when I picked up a guitar. They fell into a trance as I sang and I played.

Menzione al genio giovanile che riecheggia nella traccia numero otto dell'album, I watched the film the song remains the same, ricordando l'uomo che nel '92, per primo, aveva scoperto i Red House Painters di Down Colorful Hill (1992).

Il disco è denso di riferimenti e citazioni, e la canzone Dogs non fa eccezione, rifacendosi proprio alla Dogs di Animals dei Pink Floyd , disco che Mark aveva donato ad una delle sue prime ragazze, Patricia. E la canzone è un excursus d'amori adolescenziali rivissuto con lo scopo di parlare della natura dell'attrazione sessuale e per dire :

It's a complicated place, this planet we're on

Con un linguaggio crudo e colloquiale che riesce ad evocare in maniera stupefacente queste Patricia che non abbiamo mai visto, ma che avremmo voluto conoscere.

E dalla tragedia personale si passa a quella collettiva: si parla del massacro alla Sandy Hook Elementary School di Newtown avvenuto il 14 Dicembre 2012, rispondendo di fatto all'appello di un fan che in una lettera gli aveva chiesto di parlarne, di dire qualcosa. E lui lo dice con il suo solito stile:

So when Christmas comes and you're out running around. Take a moment to pause and think of the kids who died in Newtown. [..]
Were so young, a cloud so dark over them.

Ricordare e non dimenticare.
Con questa canzone fa il paio la traccia numero nove, Richard Ramirez Died Today of Natural Causes, che racconta la storia del serial killer Richard Ramirez appunto, il "Night Stalker" assunto agli onori della cronaca a metà anni ottanta e morto di morte naturale in prigione a San Quentin.
Ed il ritmo incalzante ed i cori accompagnano ad una sensazione di asfissia, ansia e disperazione, dove musica e parole sono un tutt'uno.

Il mood, poi, cambia improvvisamente cedendo ad un'atmosfera più sognante e dolcemente amara, raccontando la storia di Jim Wise, pseudonimo di un amico del padre di Kozelek, il quale ha ucciso la moglie malata nel suo letto d'ospedale in un impeto di "misericordia" (mercy) e, dopo, ha tentato vanamente il suicidio. Ora è agli arresti domiciliari, mentre aspetta il momento inevitabile del processo. Un pezzo in cui non ci sono giudizi morali, ma solo una "presa visione" delle vicende tristi a cui si va incontro vivendo. Perchè così va il mondo.

In leggerezza si scivola verso la traccia numero sette, I Love My Dad, che forse a qualcuno strapperà qualche sorriso, con arrangiamenti quasi spensierati, alla Yankee Hotel Foxtrot dei Wilco, come se Kozelek volesse ricordarci che non c'è solo tristezza in quest'album. E il riferimento a Nils Cline stesso, come a voler suggerire un omaggio volontario o non al grande chitarrista.
I Watched the Film the Song Remains the Same è un lungo racconto tra passato e presente che riassume i temi del disco, in un'atmosfera musicale nostalgica ed evocativa. I fantasmi del passato vengono richiamati attraverso la visione del film, di cui sono protagonisti i Led Zeppelin, creando così un cerchio temporale, per evidenziare il cambiamento di prospettive tra oggi ed allora, e per svelare come la malinconia abbia plasmato la personalità artistica di Kozelek in questi quarantasei anni.

Micheline, Brett e la nonna, tutti e tre scomparsi, non meno angosciosamente. Una scomparsa che ha del tragico, per il tragico destino che accomuna i primi i due. Un ricordo felice, velato di un tenero rimpianto, spiegato forse da:

and I saw the movie "Benji" in theaters

Benji il famoso cagnolino degli omonimi film, che dà il nome a questo disco e che sempre nella stessa intervista Kozelek descrive come una parentesi felice. Evocato quasi a dare un' aura più spensierata ad un'insieme di ricordi filtrati attraverso una sensibilità malinconica, a controbilanciare una dose di dolore difficile da mandar giù.

Il disco si chiude con Ben's my friend, parlando di Ben Gibbard tra ricordo e attualità, ancora una volta, di un concerto dei Postal Service in un periodo di relativa crisi, per esplicitare il tema sottinteso a tutto l'intero album:

I worry to death
I worry about her to death
I worry to death


Rimane da citare la collaborazione nei cori e negli arrangiamenti di Owen Ashworth, Jen Wood, Will Oldham, e Steve Shelley dei Sonic Youth.
Un album dai temi  insoliti.
Un album sorprendente per la capacità lirica e di coinvolgimento emotivo che suscita.
Un album sicuramente da ascoltare.


(Questa recensione è apparsa anche su StoriadellaMusica.it
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