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mercoledì 19 marzo 2014

Ernest Hemingway: 8 Consigli ad un giovane scrittore (1934/1935)


Nella primavera del 1934, un ragazzo che sognava di fare lo scrittore viaggiò in autostop dal Minnesota fino alle Keys Islands, Florida, per incontrare il suo idolo: Ernest Hemingway (Oak Park, 21 luglio 1899 – Ketchum, 2 luglio 1961).

Arnold Samuelson era un ventiduenne avventuroso. Nato in nato North Dakota da una famiglia di origine norvegese, dopo aver completato gli studi in giornalismo all'università di Minneapolis, aveva iniziato a viaggiare in autostop per il suo Paese, come molti vagabondi nell'America della Grande Depressione.
Ciò che l'aveva spinto a dirigersi così a Sud, in maniera così improvvisa, era stata la lettura di un racconto di Hemingway apparso su Cosmopolitan, intitolato "One Trip Across", che avrebbe poi dato origine ad Avere e non avere (1937).

Le Keys Islands sono un gruppo di isole a sud della Florida, nel Mar dei Caraibi, a poche ore di nave dall' Avana e dalle Bahamas, che Hemingway aveva scelto come ritiro, e per poter ospitare "El Pilar", la barca con cui intendeva dilettarsi alla pesca del Marlin.

Giunto alla porta dello scrittore, si trovò di fronte un uomo imponente e intimidatorio, all'apparenza infastidito dalla sua visita. E' facile immaginare cosa ci fosse nella testa del ragazzo che non riusciva ad aprir bocca davanti a cotanto personaggio. Arnold desiderava parlargli e chiedergli consigli - "Come fare a scrivere bene? Qual è la differenza tra la buona e la cattiva scrittura?"; ma il discorso che aveva preparato non ne voleva sapere di uscirgli dalle labbra serrate. Immaginate di trovarvi di fronte al vostro idolo, come vi comportereste?
Hemingway fu costretto a rompere il silenzio imbarazzato del giovane, chiedendogli cosa fosse venuto a fare lì e cosa volesse. Il ragazzo, riuscì in questo modo a dire qualcosa e, con sua sorpresa, ricevette un invito per il giorno successivo, per quest'agognata chiacchierata.

Inaspettatamente non finisce qui: il giorno dopo accetterà un incarico come mozzo a bordo della succitata nave, lavoro che doveva consentirgli di scrivere, dato lo scarso impegno richiesto. Avranno così un anno a disposizione per approfondire la reciproca conoscenza.
Da questa esperienza nasce il libro di memorie With Hemingway: A Year in Key West and Cuba e l'articolo di Hemingway per Esquire, “Monologue to the Maestro: A High Seas Letter". (Clicca qui per leggerlo per intero).

L'articolo e il libro forniscono una serie di spunti di riflessione e di consigli per uno scrittore alle prime armi, da Hemingway a Samuelson, che ho riassunto in questi otto punti:

1. Dì sempre la verità: Una situazione descritta è più vera ed è descritta meglio, è "viva", in un certo senso, se chi scrive l'ha provata su di sé e riesce a trasferire la sua esperienza al lettore. Per creare un legame emotivo.

2. Competi con i Morti: Con gli scrittori che hanno superato la prova del Tempo, e sono ancora conosciuti. Leggili per superarli, leggi I Classici.

3. Cerca di Migliorarti

4. Fermati quando ancora stai andando bene:  per instaurare una buona routine giornaliera, devi capire qual è il punto migliore per fermarti. Non aspettare di aver esaurito tutto quello che hai dire. Fermati sapendo dove sarà il prossimo passo. E ricomincia l'indomani.

5. Ascolta e Osserva

6. Scoraggiati: Il confronto è importante, scoraggiarsi è necessario per progredire.

7. Capisci le tue emozioni: Ripensa ad un evento della giornata che ti ha trasmesso un emozione forte, che ti ha colpito. Cerca di capire qual è stato l'elemento esatto, l'azione, l'odore che ha ti eccitato così. Poi scrivilo in modo da far vedere agli altri ciò che è stato e tramettere loro lo stesso sentimento.

8. Non giudicare: Cerca di entrare nella testa delle persone per capirne i motivi, uno scrittore deve capire e non giudicare.

1 commento:

  1. Le cose strane della vita, sto impaginando un post su Hemingway per domani e mi trovo questo davanti agli occhi

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